Oltre l’oceano del suono: Emiliano D’Auria e Brooklyn Bound incantano il Lauro Rossi con un viaggio tra jazz e migrazione

Oltre l’oceano del suono: Emiliano D’Auria e Brooklyn Bound incantano il Lauro Rossi con un viaggio tra jazz e migrazione

di Cristina Belloni

Sabato scorso il Teatro Lauro Rossi si è trasformato in una finestra su New York con il concerto di Emiliano D’Auria e la Brooklyn Bound, quintetto internazionale che ha portato a Macerata l’energia e le sfumature del jazz contemporaneo. Il dialogo tra piano, fiati e sezione ritmica, illuminato dalle luci calde della platea, ha avvolto il pubblico in un’atmosfera quasi cinematografica.

Ad affiancare il pianista ascolano sul palco la Brooklyn Bound: Philip Dizack alla tromba, Godwin Louis al sax alto, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Joe Dyson alla batteria.
Tra un brano e l’altro, d’Auria ha regalato al pubblico un racconto sospeso tra passato e presente, intrecciando la sua storia di migrazione alla filosofia che ha guidato il suo progetto musicale più recente.

Come ha spiegato D’Auria: “Raccontare cosa voglia dire emigrare, andare incontro all’ignoto, rischiare… è quello che facciamo con il jazz: sperimentare e portarci oltre i confini standardizzati della scena musicale.”

Il concerto fa parte del tour dedicato ai due album di D’Auria, ‘The Baggage Room’ e ‘Meanwhile’, un insieme di brani che rendono omaggio ai migranti italiani ed europei. Il titolo richiama la “baggage room” di Ellis Island, dove lasciavano bagagli – e simbolicamente un pezzo della propria vita – in attesa dei documenti che ne avrebbero permesso l’ingresso negli Stati Uniti. Sul palco, il quintetto ha dato vita a un racconto sonoro che intreccia jazz contemporaneo, suoni mediterrane e  improvvisazione. Il pulsare del contrabbasso e della batteria ha guidato e alimentato l’intenso dialogo dei fiati, creando un flusso musicale incalzante e vibrante.

Tra i momenti più intensi, ‘Echoes of the Past’, con il dialogo tra piano, tromba e sax sospeso in una dolce malinconia, e ‘Timeless Threads’, che ha restituito l’energia pulsante di una New York in continuo movimento. Lo spettacolo si è concluso con ‘Temporary Detained’, un racconto sonoro delle storie di viaggio e speranza oltre oceano: la batteria incalzante di Dyson ha scandito tensione emotiva di chi, ad Ellis Island, attendeva di sapere se avrebbe potuto iniziare una nuova vita.

“Il jazz si nutre di contaminazioni,” ha ricordato D’Auria, “e racconta di chi, inseguendo i propri sogni, ha buttato il cuore oltre gli ostacoli.”

A concludere la serata, un lungo e caloroso applauso ha attraversato il pubblico. Sul palco, i musicisti hanno ricambiato l’entusiasmo del pubblico con sorrisi e gesti di sincera gratitudine. Un concerto che ha unito introspezione e energia, trasformando il Lauro Rossi in un crocevia di storie, suoni e emozioni condivise.

Il prossimo appuntamento della rassegna sarà sabato 15 novembre, con il Fabrizio Bosso Spiritual Trio al Teatro Lauro Rossi, ore 21.15.

 

MACERATA, Teatro Lauro Rossi, 8 novembre 2025

Attività svolta nell’ambito del Laboratorio “IMPROVEisACTION” organizzato da Macerata Jazz e Università degli Studi di Macerata

Cerca Concerto
Social Stream