
Intervista di Anna Pedinotti
Simona Molinari a Macerata Jazz: con “La donna è mobile” racconta gli stereotipi di genere
Dall’analisi del Rigoletto allo spazio delle donne nella musica: l’artista racconta il progetto presentato il 23 ottobre al Teatro Lauro Rossi e l’intesa con la sua band al femminile.
«Un’indipendenza impossibile da possedere e controllare»: Simona Molinari rilegge così la mutevolezza femminile cantata da Verdi. Il 23 ottobre, al Teatro Lauro Rossi di Macerata per Macerata Jazz, l’artista ha portato “La donna è mobile”, uno spettacolo tra musica e racconti che mette in discussione gli stereotipi sulle donne e sul loro spazio nel mondo musicale.
L’idea nasce da una riflessione fatta dall’artista stessa: alla donna è sempre stato concesso lo spazio dell’interprete, del backstage, il più delle volte senza riconoscimenti.
«Molti giornalisti nel tempo mi hanno chiesto perché ci fossero tante cantanti, ma così poche produttrici, arrangiatrici o autrici», spiega l’artista. «Non era facile dare una risposta immediata, perché parliamo di un tema complesso e radicato».
Ed è proprio da qui che nasce questo concerto. Porta una narrazione storica irriverente che smonta i brani maschili e li fa suonare ad una band potentissima unicamente femminile.
«Siamo partiti proprio dall’antitesi di quello che volevo raccontare: La donna è mobile, la celebre aria del Rigoletto di Verdi. Più precisamente al pezzo “muta d’accento e di pensiero”. Lì la mutevolezza femminile viene descritta come qualcosa di vano o pericoloso. In realtà, quell’instabilità ha sempre fatto paura all’uomo proprio perché rappresenta un’indipendenza impossibile da possedere e controllare».
A sviluppare questo tema potente ma delicato come la voce di Simona, l’ambiente teatrale è fondamentale. Ci troviamo in una dimensione attenta, che ci favorisce l’ascolto. Un ambiente intimo che passa dall’essere comico all’essere intenso. L’artista ha la possibilità di guardare negli occhi gli spettatori colpendoli con la sua voce e le sue parole.
Il processo preparatorio di questo spettacolo passa soprattutto per la forte sintonia che si crea tra l’artista e la sua band. Nei momenti che precedono lo spettacolo ci si ritrova in un rito collettivo semplice ma unitario: la cena.
Si costruisce così un rapporto affiatato e intimo tra queste grandi artiste che varcano il Teatro Lauro Rossi.
MACERATA, Teatro Lauro Rossi, 23 ottobre 2026
Attività svolta nell’ambito del Laboratorio “IMPROVEisACTION” organizzato da Macerata Jazz e Università degli Studi di Macerata

