
Intervista di Monica Ciminari
Torna a Macerata jazz uno dei protagonisti assoluti del jazz italiano: Fabrizio Bosso, trombettista dal suono inconfondibile e dall’energia contagiosa. Con il suo Spiritual Trio, formato insieme ad Alberto Marsico all’organo Hammond e Alessandro Minetto alla batteria, Bosso porta sul palco un repertorio che intreccia spiritual, soul e swing, in un percorso musicale che è allo stesso tempo omaggio e ricerca interiore. In occasione del concerto, lo abbiamo incontrato per parlare del suo legame con Macerata Jazz, della forza del trio e dei progetti futuri.
Lei è ormai un ospite affezionato di Macerata jazz. Cosa rende, secondo lei, questo festival un appuntamento così speciale nel panorama jazzistico italiano?
“Sono tanti anni che questa città respira e ‘mastica’ il jazz grazie a Paolo Piangiarelli e Daniele Massimi che sta facendo un grosso lavoro e sta portando avanti un’eredità in maniera eccellente insieme a tutto il suo staff. Quindi io quando arrivo a Macerata non ho bisogno di pensare, sono qua, perché già lo sento che sono qua per fare musica e questa è l’aria che si respira nei teatri. Poi io ho fatto tanti concerti anche all’aperto a Macerata, quando ero più giovane, devo dire.”
“Grazie, ma, nello specifico, stiamo parlando di quando ero veramente un giovanotto e Macerata è stata una delle prime città italiane a darmi fiducia, quindi a ospitarmi in contesti importanti con Gianni Basso, con Irio De Paula. Io ero parecchio giovane, però, già si capiva che questa città era molto sensibile alla musica e, perciò, sono felicissimo che continui questo rapporto in maniera così forte.”
Lo Spiritual Trio è uno dei suoi progetti più longevi e riconoscibili, capace di unire jazz, soul e spiritualità. In che modo questo repertorio continua a evolversi e a sorprenderla dopo tanti anni di concerti insieme?
“Diciamo che il nostro scopo, quando scegliamo la musica anche come è stato adesso per l’ultimo disco che presentiamo questa sera Welcome Back, è di improntare molto il focus sulla melodia. Per noi è importante e, pensiamo veramente, come è partito, d’altronde, che nei i primi dischi andavamo a pescare dal repertorio gospel and blues. Ora c’è un po’di tutto perché suoniamo anche Taxi Driver che è una colonna sonora. Per dire, sono brani nostri, però sentiamo sempre l’importanza di suonare è scrivere, se siamo noi a proporre della musica originale per improntare tutto sulla melodia. Quindi, è come immaginare che la tromba si sostituisca alla voce. La scelta anche di You are so beautifull, un brano che, nella sua semplicità, ha una profondità incredibile e a me piace molto suonarlo perché, apparentemente, è una melodia facile, ma il fatto che sia così ‘indovinata’ e che, abbia questa profondità, ti permette di entrarci dentro e non annoiarti mai. Questo a me sorprende, soprattutto quando suono la musica bella. L’avrò già suonata cinquanta volte You are so beautiful però riusciamo sempre a trovare qualcosa di nuovo con Alberto che cambia qualche suono o Alessandro che accompagna in maniera diversa, spesso, può accadere che qualcosa di differente e stimolante succeda.”
Guardando oltre questo tour, su quali nuovi progetti o collaborazioni sta concentrando la sua attenzione in questo momento?
“Sarò in giro sempre con diversi progetti in preparazione di un nuovo disco con il quartetto e alcuni concerti anche con il mio quartetto, più un’orchestra sinfonica. Inoltre, girerò in duo con Julian Oliver Mazzariello con un contributo a Pino Daniele e alcuni concerti con il nostro repertorio. A Orvieto sarò con lo Spiritual Trio. Ci sarò con il mio quartetto, più col quartetto in formazione allargata, con sei fiati tra i migliori giovani talenti che ci sono in circolazione. Be, insomma questo è.”
Che concerto dobbiamo aspettarci questa sera a Macerata jazz, quale atmosfera e quali sonorità si avvertiranno sul palco?
“Noi speriamo di riuscire a far emozionare il pubblico e che sia almeno paragonabile a quello che ci fa emozionare noi quando suoniamo. Perché ci emozioniamo davvero nel cercare sempre di trasmette qualcosa. Ci saranno tante sonorità di base e speriamo di infondere soprattutto positività perché ce n’è bisogno, specialmente in questo momento.”
Ancora una volta, Fabrizio Bosso riesce a trasformare il concerto in un inconfondibile esperienza di energia e condivisione. Il suo ritorno a Macerata Jazz con Spiritual Trio è la prova che la buona musica sa sempre trovare la strada di casa.
MACERATA, Teatro Lauro Rossi, 15 novembre 2025
Attività svolta nell’ambito del Laboratorio “IMPROVEisACTION” organizzato da Macerata Jazz e Università degli Studi di Macerata

